LA CLOCHE

una storia lunga 50 anni

Pinuccia Bello è conosciuta in città come l’ultima grande signora della ristorazione torinese perché ha saputo riportare il ristorante di famiglia ai fasti di un tempo mentre si occupa del Circolo, ristorante dell’Unione Industriale. Insieme a lei i figli: Riccardo ed Alberto, i giovani creativi di famiglia, che stanno trasformando il ristorante in un interessante “food system”, e condividono tutte le attività imprenditoriali nonché la passione per il cibo.

Passione ereditata dal padre Nino e dalla mamma Rosa che nel 1967 hanno aperto La Cloche con il desiderio di creare un piccolo locale di una ventina di coperti dove l’ospite potesse sentirsi in famiglia, inconsapevoli del consenso che da lì a poco avrebbero riscosso.

La scelta del nome è un suggerimento dell’amico Armando Testa: di successo e sempre attuale.

Pinuccia Bello
MB-138
Nino e Rosa Bello
Pinuccia e Angela Bello
Alberto

Meta di intere generazioni di torinesi, La Cloche, sulla strada nuova del Pino, è uno dei ristoranti di punta della nostra collina, la stessa collina che ha visto passare molti personaggi famosi, dello sport e dello spettacolo.

La brigata è stata formata insieme a Walter Eynard che, per un anno, ha affiancato la famiglia Bello nella riapertura del ristorante, indirizzandoli verso un respiro professionale più organico e che tuttora prosegue con soddisfazione.  La fusione tra esperienza e desiderio di stupire sono la chiave del successo de La Cloche.

Gli arredi di Nerone, il pianoforte Bluthner e l’atmosfera vintage che si respira, donano a La Cloche il fascino ideale per rilassarsi davanti a piatti preparati con cura e vini altamente selezionati.

Tradizione quindi, anche familiare, ma con una formula innovativa: La Cloche è sempre aperta poiché in grado di modulare il lavoro a seconda della richiesta.